“Gli stranieri rubano il posto di lavoro dei nostri connazionali e li rendono disoccupati.
Il coltello, il coltello ha fatto il proprio lavoro e sono numerosi quelli che hanno pagato con le loro vite la resistenza all’invasore. I mendicanti riempiono le nostre vie, l’armata del crimine è rappresentata da bande numerose organizzate sapientemente: il 95% dei crimini in città si può imputare a costoro. Il furto e l’assassinio sono diventate per loro uno sport nazionale, come il calcio per gli Inglesi. L’invasione si estende rapidamente, procede con un piano preconcetto con un’organizzazione assolutamente metodica.
Invece di aumentare il peso sulla società senza speranza di arrivare a domarli né di ridurre il numero questi cavalieri del pugnale, sarebbe preferibile allontanarli una volta per tutte dalle posizioni che occupano, rastrellarli in blocco nei ripari in cui si nascondono per condurli al di là delle nostre frontiere o per lasciarli in qualche isola deserta dove si divorino tra di loro.”
… è l’ultimo discorso di qualche sovranista nostrano contro gli immigrati africani?
Potrebbe esserlo, ma no. Si tratta di un opuscolo francese del 1903: la Nazione “invasa” in questione è la Francia, gli “invasori” sono i nostri bisnonni italiani emigrati in Provenza e gli autori sovranisti sono la “Lega dei Nazionali”.
La storia si ripete uguale, cambiano solo gli attori.

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(testo estratto da J.Berjont – “Ligue des Nationaux”, “De l’envahissement des etrangers en France, les Italiens en Provence”, 1903 consultabile qui – trad. nostra )
Simone Garbero