Mi chiamo Francesca, sono piemontese e ho quasi 23 anni. Scrivo attualmente da quella che posso già chiamare casa, una cittadina alle porte della foresta amazzonica ecuadoriana: Tena.
Dopo la laurea triennale in scienze forestali e ambientali ho sentito la necessità profonda di fermarmi un attimo per capire un po’ di cose: chi sono, chi voglio essere, cosa mi piace e cosa mi piacerebbe fare e in cosa vorrò incanalare le mie energie. Queste domande sono state la spinta per fare domanda per il servizio civile all’estero, anche perché avevo trovato un progetto che sentivo mio e che racchiudeva due fondamenta su cui poggia la mia persona, ovvero l’amore verso la natura e verso il prossimo. Infatti il mio progetto si svolge al ministero dell’ambiente della provincia di Napo e lavoro insieme ai guardiaparco della Riserva Biológica Colonso Chalupas; l’attività in cui sono maggiormente attiva è l’educazione ambientale nelle comunità Kichwa che si trovano vicino a questa riserva. Si tratta di pensare e realizzare dei laboratori sia per i bambini delle scuole che delle attività di sensibilizzazione per gli adulti delle comunità stesse.
Lavorare in un’istituzione pubblica, come potete immaginare, è difficoltoso e se si mettono insieme la mancanza di fondi e il contesto multiculturale e volte diventa addirittura frustrante.
Spesso mi viene da chiedere cosa effettivamente sia cooperazione per me ora, ed è un insieme di confronti, cambiamenti, parole, lotte, sorrisi e sguardo avanti.
Noto come la mia persona abbia un impatto nella comunità locale, soprattutto quella giovanile, quando si parla di sogni e di prospettiva di vita, spiegando ad esempio come a 23 anni non sono sposata e non ho dei figli perché ho preferito e ho avuto la possibilità di studiare cosa mi piaceva, per poi in futuro lavorare per non dipendere da nessuno.

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