di Nair – gattanair@gmail.com

Cosa abbiamo trovato?

In questi momenti dilatati dai silenzi assordanti di giornate tutte uguali, ci siamo riscoperti costretti a scavare. A mani nude abbiamo indagato nel terreno del nostro passato, di ciò che abbiamo costruito, delle provviste che come piccole formiche abbiamo stipato, per valutare come superare l’inverno, come superare la solitudine.

Cosa abbiamo trovato? Molti di noi magari non hanno voluto capirlo, altri si sono sentiti schiacciati dalla paura di trovarci troppo poco, altri ancora non sanno di averci trovato il necessario e si chiedono come abbiano potuto affrontare tutto ciò. Qualcun altro a quei ricordi si è aggrappato talmente forte da trasformare ogni cosa in nostalgia.

Cosa avete trovato? Nella scatola di ordinarietà che avete sempre detestato, nelle giornate a lavoro che non vi appagavano, nella scuola che non vi insegna nulla, nel caffè di cortesia con qualcuno che in fondo non volevate nemmeno vedere, nella possibilità di vedere i fiori sbocciare senza far male a nessuno,  cosa avete trovato?

Io ho trovato una cosa semplice: che senza il contorno che gli altri dipingono di colori diversi attorno alla mia figura,  non ho motivo. I vestiti che indosso, il profumo che porto, le canzoni che ascolto, le idee che produco, le parole che mangio, quelle che dico non esistono se non grazie a voi. A voi che non sapete chi io sia, ma che fate parte della rete di libera costruzione del mondo giorno per giorno.

La mia quotidianità è composta da miliardi di input esterni, che vengono da voi e viceversa. Non sono libera, non sono io, se non ho voi. Ho trovato che ci condannano a deboli se ci chiamiamo bisognosi degli altri. “Tu devi essere intero, devi bastarti e andarti bene.” 

E capisci quando l’altro non c’è, che non è debolezza, non è paura, ma esigenza quella che hai del mondo. Rimani un’idea se nessuno ti pronuncia. Il mondo esiste negli occhi di chi lo vede, e non ha senso avere paura di altri occhi che non siano i tuoi: sono proprio a loro a darti la vita.

Forse avrete sperato di trovare la vostra identità, la vostra interezza e forse non vi siete accorti che quella nostalgia, quella paura, quella convinzione, quel sussurro, quella grinta, quella voglia di non fare niente, quella pizza fatta in casa, quella allegria vi stavano dicendo che siete ciò che vi circonda.

Amati amandomi, mi amerò amatondi.


What have we found?

In these moments amplified by the deafening silence of these monotonous days, we found ourselves forced to dig. 

With our bare hands we have dug into our past. We have looked into what we have built, at the provisions which, just like ants, we have put together to see how to get through the winter, how to overcome the loneliness. 

What have we found? Many of us might have pretended to not understand our findings. Others felt overwhelmed by the fear of discovering themselves as being too small. And others again do not even know that they have found what is essential to their life and hence keep asking themselves how they managed to overcome all of this. Some have memories that they keep reliving and holding onto, transforming everything into nostalgia. 

What have you found? In the box of ordinariness that you have always hated, in the days at work that did not satisfy you, in the school that does not teach you anything, in the time you give to someone out of politeness whom actually you do not even want to see, in the possibility of seeing the flowers bloom without hurting anyone, what have you found? 

I have found something simple: that without the outline formed of different colors that others paint around my figure, I don’t exist in this world. The clothes and perfume I wear, the songs I listen to, the ideas I come up with, the words that I use, what I say, does not exist without you. It is you, who doesn’t even know me, but who nonetheless is part of this world’s network, spontaneously constructed day after day. 

My everyday life is composed of billions of external inputs that come from you and vice versa. I am not free; I am not me without you. I have found that they label us as weak if we say we need others. 

“You have to be whole,sufficient for yourself and like it.” It is only when the other isn’t there you understand that there is no weakness, there is no fear, but only the essential need to have the other. 

You are only an idea if no-one gives voice to you. The world exists in the eyes of those who see it and it makes no sense to fear the eyes that are not yours because it is precisely those that give you life. 

Maybe you had wished to find your identity, your entirety and maybe you didn’t realize that, that nostalgia, that fear, that conviction, that whisper, that determination, that desire to do nothing, that homemade pizza, that joy, we telling you that you are what you are because of what surrounds you.

Love yourself by loving me. I will love myself by loving you.

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