di Marco Bonfanti – marco.bonfa.95@gmail.com

Quarantena: un’esperienza di iniziazione. 

È stata come una sorta di digiuno: allontanarsi dall’abitudine facendo un passo indietro, farne senza in modo leggero, osservare la spinta mentale che automaticamente preme verso il ritorno allo schema prestabilito, lasciarla fluire; consciamente ritornare sulla questione, con una maggiore sensibilità riguardo il suo centro che permette di capire più profondamente cosa nutre davvero la tua anima per diventare ciò che vorresti essere e cosa no. Credo si tratti di coltivare una fiducia interiore verso sé stessi, ascoltare quella guida selvatica ed istintiva che risiede nei nostri cuori, per sbloccare la nostra reale forza di diventare un puro essere che cammina con la Pace per mano. Si arriva poi a creare quello spazio di speranza tra la corrente storia di isolamento e disperazione che domina il mondo per andare a riempirlo con amore incondizionato, compassione, reciprocità: tu sei un riflesso del mio, se ti dono amore allo stesso momento lo sto donando a me stesso.

Quella che può essere la mia testimonianza di questa avventura è una storia di riconciliazione: dedicarsi al proprio benessere (fisico, mentale, relazionale, spirituale) in funzione di alimentare la spinta autentica al servizio della comunità, creando nuove condizioni per trovare limpidi scopi di Vita.

É la coltivazione di un’energia guaritrice diretta alle radici, non solo ai sintomi, perché il cambiamento del paradigma dalla separazione all’unione è una questione di consapevolezza che l’amore è l’espansione del sé per includere l’Altro. Solo così si capirà che non esiste nessun nemico da combattere, bensì la coraggiosa scelta di Essere la rivoluzione.


Quarantine: an experience of initiation. 

It was like a sort of fasting process. Moving away from the routines by taking a step back, doing without in a light way, nothing the mentality pushing us to go back to our routine. We can observe it and let it pass, allowing us to return consciously to the issue, this time with more sensibility, questioning what really nourishes our soul to become who we would like and who we wouldn’t like to be. I think it takes confidence in oneself, listening to our instincts and following our hearts’ desires, so as to be able to walk with Peace in our hands. This can then create hope, in the midst of the current isolation and desperation dominating the world. It can fill the loneliness with unconditional love, compassion and reciprocity. We only have to remember that ‘you are my reflection’ and that ‘if I give you my love, in the same way, I am also be giving myself love’. 

What I can take away from this adventure is a story of reconciliation. It is a story of dedicating oneself to one’s wellbeing (physical, mental, relational, spiritual) so as to initiate a service for the community and to create new conditions for finding clear goals in Life. 

It is the cultivation of a curing energy aimed not just at the symptoms but also the roots, as the change from separation to union is a question of becoming conscious that love is the expansion of oneself to include the Other. It is only in this way that we will understand that there is no enemy that has to be fought, but rather, that there is only the courageous decision of Being the revolution. 

Photo by CDC/Unsplash

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