VADEMECUM PER LA
ROTTA BALCANICA

Cosa sapere prima di iniziare
The Game

REGOLE DI THE GAME

Regolamento di Dublino III (2013/604/CE)

Il Regolamento stabilisce i criteri per determinare quale Stato dell’UE sia responsabile per gestire le procedure di asilo. Uno Stato è riconosciuto tale quando vale uno di questi tre criteri: 1) vi abitano i parenti stretti del richiedente asilo; 2) il richiedente asilo ha ottenuto in precedenza un permesso di soggiorno; 3) è lo Stato di primo ingresso nell’UE. Quest’ultimo punto è quello più spesso applicato e sovraccarica i sistemi di protezione dei paesi di confine dell’UE, in particolare di Italia e Grecia. Inoltre, se un richiedente inizia la sua procedura di asilo in un paese diverso dal primo ingresso, lo Stato europeo ha il diritto di rimandarlo indietro dove è stato registrato, entro sei mesi dalla richiesta.

Dichiarazione UE-Turchia (2016)

L’accordo è una dichiarazione di cooperazione tra gli stati europei e il governo turco. Mira a controllare l’attraversamento dei migranti dalla Turchia alle isole greche e inizialmente aveva lo scopo di frenare il gran numero di rifugiati che arrivavano in Europa nel 2015. Il punto cruciale dell’accordo era che ogni persona che arrivasse in modo irregolare alle isole greche, compresi i richiedenti asilo, sarebbe tornata in Turchia. In cambio, gli Stati membri dell’UE prenderebbero un rifugiato siriano dalla Turchia per ogni siriano rientrato dalle isole. Si basa sulla falsa premessa di dichiarare la Turchia un paese sicuro per rifugiati e richiedenti asilo. In cambio, l’UE garantiva alla Turchia 6 mld di euro per l’accoglienza dei migranti, la liberalizzazione dei visti verso l’UE per i cittadini turchi e la riapertura dei negoziati di ammissione della Turchia all’UE.

E’ il Paese che ospita più profughi al mondo, ma non ha firmato l’ultima versione della Convenzione di Ginevra: non ti darà asilo. Se sei siriano ti verrà riconosciuta una temporary protection con cui potrai stare lì, ma per lavorare dovrai avere un altro permesso. Se sei un profugo di qualsiasi altra nazionalità, non avrai altro documento che un foglio dell’UNHCR e non potrai lavorare legalmente in Turchia.

Se sogni la tua vita in Europa, non ti resta che tentare la via del mare e dare inizio a The Game. A Smirne, sulla coste del Mediterraneo, potrai trovare uno smuggler che ti porterà con un mezzo instabile sulle vicine isole greche. Se vieni intercettato dalla Guardia Costiera turca sarai riportato in Turchia, perché considerato un paese sicuro.

Ora sei in Grecia, nell’area UE: devi entrare nel sistema d’asilo europeo. Qui si applica l’approccio hotspot: sarai identificato e sosterrai una prima intervista. Il tempo massimo per queste procedure dovrebbe essere di 25 giorni, ma dopo la Dichiarazione UE-Turchia, la tua attesa su una delle isole sarà di anni in campi fatiscenti e sovrafollati o in accampamenti informali tra i boschi.

Solo in due casi potrai lasciare legalmente le isole ed essere trasferito sulla terraferma dall’UNHCR: se la tua richiesta d’asilo verrà accolta oppure se sarai dichiarato vulnerabile per motivi di salute o familiari. Da novembre 2019 però il governo greco ha ristretto i criteri per ottenere la vulnerabilità e la terraferma appare sempre più irraggiungibile. Ma tu ce l’hai fatta! Inizia il tuo transfer sul traghetto notturno verso Atene.

Sulla terraferma sarai collocato nei campi profughi affinché le tue pratiche proseguano e tu ottenga l’asilo che hai richiesto. I tempi saranno ancora lunghissimi e molto probabilmente perderai la pazienza e te ne andrai, uscendo così dal sistema legale di protezione europea. La tua alternativa adesso? Spostarti alla prossima frontiera con l’UE, attraversando i Balcani e i loro molteplici confini esterni ed interni.

Dopo qualche respingimento, per lo più in Bosnia, sei arrivato alla frontiera esterna dell’UE. La Croazia fa parte dell’Unione Europea, la Bosnia ed Erzegovina no: questo confine è diverso da tutti gli altri nei Balcani e sarà il più difficile da attraversare. La polizia croata vuole dimostrare di essere una guardia efficace dei confini europei, così ti darà la caccia. Se ti troverà, irregolare quale sarai, ti respingerà in Bosnia: ti picchieranno e sequestreranno tutti i tuoi averi. Non sono accettate domande di asilo in Croazia. Attenzione ai campi minati nei boschi bosniaci.

Questa frontiera è l’ultima del tuo viaggio in cui c’è una dogana attiva: in Slovenia entrerai nella zona di libera circolazione europea, l’area Schengen. Attenzione perché la polizia slovena potrebbe comunque arrestarti e respingerti in Croazia. Anche in Slovenia non sono accettate domande di asilo.

Dopo 12 giorni a piedi, sei arrivato in Italia. Potrai decidere di rimanere, fare richiesta di asilo ed essere inserito nel sistema di accoglienza italiano. Se invece vorrai andare altrove, in Europa, dovrai attraversare altri confini, sempre senza farti vedere dalla polizia. Sarà più facile, perché le dogane sono aperte tra gli Stati UE e non ci sono molti controlli alle frontiere. Attenzione però, sulla frontiera Italia-Francia i controlli sono molto frequenti. Di qui inizia un nuovo viaggio. Per orientarti nella burocrazia europea ti servirà un altro vademecum.

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