UNA FOTO DALLA ROTTA

Piccola ospite del campo profughi di Vathy, sull’isola di Samos, conosciuta presso la sede di We Are One, ONG che si occupa di organizzare attività diurne in luogo protetto per donne e bambini.

UNA VOCE DI TESTIMONIANZA

Siamo a casa di una famiglia siriana. Parlano soltanto arabo. Il nostro amico, Hussein, si è offerto gentilmente di accompagnarci da loro per facilitare la comunicazione.
Marwell, Hamid e Alia, i tre bambini più grandi, sanno bene che esistono tante forme di comunicazione oltre a quella verbale, e ci guidano in un mondo di giochi e risate. Hanno questa capacità straordinaria, i bambini, di rendere semplici le cose più complesse. Insegniamo loro un bans, Sardina, e inizia il divertimento!
Se chiudo gli occhi, oggi, riesco ancora a sentire le risate piene di quei piccoli grandi eroi. E quante cose ci siamo detti, senza parlare, quel giorno lì.

UNA POESIA DALLA ROTTA 

Bambina mia,

mai più lacrime sul tuo volto,

mai più dolore,

miseria,

freddo,

fame,

pioggia battente

Per te

solo dolcezza,

ginocchia sbucciate in bicicletta,

bocca sporca di nutella,

castelli di sabbia

Normalità

Per te

sogni grandi,

risate piene,

Innocenza

Bambina mia,

a te dobbiamo un mondo più giusto,

più umano

Un mondo bello come il tuo sorriso

quando esplode

e risplende nella miseria

Ma la miseria non ti appartiene,

bambina mia,

misero è il mondo

che non sa prendersi cura

del suo fiore più bello”

Samos, Settembre 2019

UN FRAMMENTO DI STORIA DA INCONTRARE

“Mi chiamo Marwell, ho 11 anni. Da grande vorrei fare il dottore, vorrei tornare in Siria per curare tutte le persone che soffrono.”

C’è qualcosa di più forte e al contempo fragile dei sogni di un bambino? Hamid, Alia e Marwell sorridono parlando del futuro. Hanno sogni enormi, grandi speranze. Cosa li accomuna? L’amore per la Siria, la loro terra. Accoglienza, affetto, fiducia.
La speranza che non arretra. Penso che il senso più profondo del viaggio sia tutto qui: nella dignità di una vita ricostruita, in patrie perdute, nei sogni nuovi, in una tazza di chai e bolle di sapone.

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UNO SPUNTO PER RIFLETTERE

Se fosse tuo figlio di Sergio Guttilla

A mare si gioca di Tony Canto – Una favola scritta da Nino Frassica e Tony Canto per raccontare a bambini e adulti la tragedia dei migranti di Lampedusa.

Through our eyes – Still I Rise Il progetto fotografico “” mostra la vita quotidiana dei richiedenti asilo che vivono nel punto di crisi sull’isola di Samos, in Grecia, con i propri occhi. Dietro la cinepresa, invece di giornalisti o giornalisti, troviamo ragazzi e ragazze che vivono nel campo da mesi. I giovani fotografi sono studenti di Mazì, il centro giovanile gestito dall’ONG Still I Rise. La scuola offre un luogo sicuro e un’istruzione per i giovani in cerca di rifugio dai 12 ai 17 anni, molti dei quali minori non accompagnati.

I disegni dei bambini migranti esposti al museo di Washington: Il gesto dello Smithsonian’s National Museum of American History vuole testimoniare le condizioni disumane che i minori stanno vivendo all’interno dei centri detentivi USA

Spesso la fantasia è l’unico modo per sfuggire dalla realtà“. Cortometraggio realizzato da War Child Onlus Olanda, che racconta della strana amicizia tra un bambino siriano e uno dei supereroi più apprezzati di sempre, Batman. La storia si svolge all’interno di un campo profughi dove il Cavaliere Oscuro e il suo piccolo amico diventano inseparabili. War Child dal 1993 si occupa di promuovere l’istruzione infantile dei minori in fuga dalle zone colpite dai conflitti.

Cross the sea di Marta Ciaccasassi. Stai per affrontare un grande viaggio. Un viaggio necessario. Per giocare sono sufficienti 15 minuti, una penna e una moneta di qualsiasi tipo. Però occorre immedesimarsi: immaginare che nel proprio Paese sia in corso una guerra devastante e rispondere sì o no alla domanda: “Vuoi morire?”

LINK PER APPROFONDIRE

Osservatorio Balcani e Caucaso: Ancora riguardo al sovraffollamento campi profughi in Grecia:

Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza(CRC): Adottata dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, è entrata in vigore il 2 settembre del 1990. La CRC rappresenta il riconoscimento da parte dell’intera comunità internazionale della necessità di uno strumento dotato di forza obbligatoria, quale appunto una Convenzione, che se ratificata crea l’obbligo in capo agli Stati di uniformarsi alle disposizioni in essa contenute, specificatamente dedicato all’infanzia.

Amnesty International: La crisi migratoria al confine greco-turco:

I dati UNHCR relativi alla situazione migratoria della Grecia sono in continuo aggiornamento online.

Questa è la quinta puntata del progetto su Telegram [ link al canale ]. Grazie per averci seguito numerosi e per essere vicini, nonostante i tempi difficili. Alla prossima puntata.

I ragazzi di “Umanità InInterRotta