UNA FOTO DALLA ROTTA

Pur essendo Croazia e Slovenia due paesi dell’Unione Europea in cui vige il Regolamento Schengen, una barriera di 179 km li divide: 116 km di filo spinato di tipo Concertina 22 e 63 km di pannelli, per ora. Per i migranti che superano il GAME tra Bosnia e Croazia, dunque, non è ancora finita: nascosto tra i boschi questo muro li attende.

UN FRAMMENTO DI STORIA DA INCONTRARE

“Se la parola diritto è diventata ‘comune’ con la rivoluzione francese, è con la rivolta degli schiavi francesi di Haiti, però, che viene reclamata la loro universalità. Finché infatti i diritti rimangono solo nelle mani dei bianchi non sono possono dirsi tali. I migranti ci stanno chiedendo di fare dei nostri diritti dei diritti che siano universali”.

Gianandrea [ http://bit.ly/2Ugxdtc ], volontario a Bihac e a Trieste nella cura dei piedi feriti dei migranti, ci dice con forza queste parole. Se noi non ci ribelliamo a chi si arroga il potere di restringere e limitare l’universalità dei diritti, decidendo arbitrariamente sulla restrizione della libertà personale per sole ragioni legate allo status di straniero della persona, senza che essa abbia commesso alcun reato, allora stiamo mettendo in pericolo anche i nostri stessi diritti, rendendoli facilmente restringibili, limitati, effimeri.

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UNO SPUNTO PER RIFLETTERE

Il fotografo Luigi Ottani e l’attrice e autrice Roberta Biagiarelli portano in giro una mostra dal titolo Scappare la guerra/Concertina 22. Quest’ultimo è un tipo di filo spinato attorcigliato costituito da lamine che lacerano le carni qualora qualcuno tenti di attraversarlo. Incredibile scoprire che si può acquistare anche su Amazon, “curiosa” la descrizione.

QCode Magazine ci regala una raccolta di storie dei “saltatori di muri”, cioè di coloro che vivono sulla loro pelle la criminalizzazione del diritto di movimento ma non per questo si smettono di provarci.  Le illustrazioni sono di Enrico Natoli. Consigliamo anche l’acquisto del primo numero cartaceo del magazine intitolato “Muri”.

Carl è un poliziotto al confine con l’incarico di fermare chiunque tenti il passaggio. Incontrare gli occhi di Louisa gli fa dimenticare gli ordini di blocco che è chiamato a rispettare.  http://bit.ly/3a66lme

LINK PER APPROFONDIRE

Il Global Detention Project è un progetto di respiro internazionale di un’organizzazione no profit con sede a Ginevra che promuove il rispetto dei diritti umani delle persone detenute per ragioni legate al loro status di stranieri. Clicca sulla mappa per approfondire la realtà dei vari centri (hotspot, centri di accoglienza e centri di espulsione)

Specchio Straniero ha recentemente pubblicato un’intervista all’operatrice dell’ONG Stay Human Elena De Piccoli e al foto reporter Nicola Zolin dal confine greco-turco. Tra le proposte per affrontare la crisi al confine greco-turco, l’Unione Europea sta pianificando un incremento del sistema di detenzione dei migranti.

– In questo articolo Altreconomia approfondisce i centri di detenzione per migranti

– Human Rights Watch racconta con questo video un chiaro e recentissimo esempio di crimmigration: diritto di asilo negato e migranti privati della loro libertà personale in centri di detenzione

Criminalizzazione delle migrazioni. Qui le dichiarazioni di Human Rights Watch sulla negazione del diritto di asilo da parte delle autorità greche a 625 migranti arrivati sull’isola di Lesbo tra il 1 e il 18 marzo. 189 di questi sono detenuti in condizioni inaccettabili sull’isola, i restanti 436 sono stati trasportati nel centro chiuso di Malakassa a nord di Atene.

Questa è la seconda puntata del progetto su Telegram link al canale ]. Grazie per averci seguito numerosi e per essere vicini, nonostante i tempi difficili. Alla prossima puntata.

I ragazzi di “Umanità InInterRotta