Considero valore tutte le ferite.

Così recita una poesia di Erri de Luca e da quest’inversione di prospettiva vorremmo partire. Una ferita, un dolore possono inghiottirmi e spegnermi oppure possono assuefarmi e assopirmi perché riguardano altri e altrove.

In questo canale vorremmo imboccare una terza via: provare a mantenere accesa la scintilla di Umanità InInterRotta anche in un tempo di Italia ferita. Sforzarsi di avere uno sguardo sul mondo può tradursi in una reazione positiva anche al nostro vedere tutto nero. Non per creare una gerarchia tra i “problemi del mondo” ma per alimentare il senso di comunità che nei momenti difficili può spingerci a innalzare la stessa bandiera da sventolare insieme sul balcone, incrociando occhi e specchiandoci nell’altro. Forse in questo modo le ferite non ci inghiottiscono, non ci spengono ma possiamo provare a considerare valore.

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Umanità InInterRotta è un viaggio attraverso i confini di terra della Rotta Balcanica, dalla frontiera tra Siria e Turchia fino all’Italia.

L’idea di noi giovani di Via Scalabrini 3 (parte di ASCS, è l’Animazione Giovanile Interculturale dei Missionari Scalabriniani in Europa) nasce dal desiderio di farci migranti con i migranti, cercando in prima persona di accorciare le distanze tra chi, come noi, possiede un passaporto che ci apre ogni confine e possibilità e chi, invece, sogna l’Europa ma trova solamente una via sbarrata da muri, respingimenti violenti e attese infinite in campi profughi o in insediamenti di fortuna.

Dare valore al dolore visto e toccato con mano durante la rotta si è tradotto per noi in un impegno a dare voce una volta tornati in Italia. Lo abbiamo fatto attraverso testimonianze, l’esposizione della mostra fotografica, la partecipazione al Festival delle Migrazioni, il contributo alla costruzione di una rete internazionale di organizzazioni dal nome Rivolti ai Balcani, la scrittura di articoli, testi, racconti.

Il peggioramento della situazione lungo la rotta balcanica e in particolare al confine greco-turco ci incoraggia a continuare a parlare delle ferite sempre più profonde di quei confini. Se non possiamo farlo di persona, trovandoci insieme in una stessa stanza, proviamo almeno a sperimentare questo canale Telegram come strumento di rete e stimolo per ognuno di noi.

Vi proponiamo per iniziare nove puntate da oggi fino al 3 aprile. Ogni puntata conterrà una foto e una voce dalla rotta, un frammento di storia da incontrare, uno spunto per riflettere, un link per approfondire.

Buon viaggio!